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IP MAN Wing Chun

Lo socorso 24 di dicembre 2016 è stato rilasciato in Asia il film "lp Man 3", arrivando pochi giorni dopo, in gennaio, alle sale degli Stati Uniti di forma limitata. Ancora una volta, e come le puntate precedenti, il film è stato diretto da Wilson Yip Wai-Shun e interpretato da Donnie Yen. La produzione è stata riparata da un ottimo cast di attori e stuntmen, tra cui va rivolta particolare attenzione a Mike Tyson, che ha rotto un dito durante le riprese; Danny Chan, che interpreta Bruce Lee, un ruolo che gli è familiare perché ha incarnavto il re delle Arti Marziali nella serie "La leggenda di Bruce Lee" (2008) e l'ha anche imitato in "Shaolin Soccer"; Liang Chia-Jen, ben noto agli amanti del Hong Kong cinema, con 139 film nella sua filmografia; Kent Chen con 132 film, e Max Zheng ("The Grandmaster"), tra gli altri. La coreografia è stata fatta dal possibilmente migliore coreografo di Hong Kong, Yuen Woo-ping, che  ha catapultato Jackie Chan vertiginosamente a fama con "Snake in the Eagle's Shadow"  e "Master Drunken in the Eye of the Tiger", e riconosciuto in tutto il mondo per il suo lavoro nella saga "Matrix" e ""Crouching Tiger, Hidden Dragon"".
Data l'attenzione che il film ha risvegliato ovunque, e l'interesse stesso della storia del Grande Maestro Ip Man, Budo International vi porta questo mese un articolo biografico su questo straordinario Sifu.

IP MAN Wing Chun

Sotto il suo aspetto inconfondibile di affabile anziano, sempre sorridente, alto, snello e calvo, si nasconde un uomo straordinario, la cui leggendaria biografia lo ha consacrato come uno degli "immortali" delle Arti Marziali. La maggior parte della gente lo conosce come "il maestro di Bruce Lee", ma Yip Man è stato molto più di questo. È stato uno straordinario artista marziale, maestro di maestri e, indiscutibilmente, il diffusore del Wing Chu a livello mondiale.
La figura di Yip Man (Ip Man & Ye Wen) è incontestabile. Non godrebbe della fama internazionale che possiede oggi se non fosse per il fatto che è stato Maestro e mentore di Bruce Lee. Nonostante tutto quello che è stato scritto e diffuso, Bruce Lee fu soltanto "degli allievi" di Yip Man. Il Piccolo Drago non è mai arrivato ad avere un livello superiore all'interno dello stile. Quando Bruce Lee partì per l'America, nella scuola di Yip Man c'erano molti allievi più avanzati di lui. Inoltre e contrariamente a quello che è stato detto, Bruce ci provò a malapena ma non si allenò con Yip Man. Il Sifu era molto tradizionalista, insegnava secondo la consuetudine cinese. Come "Patriarca" della scuola, si allenava direttamente solo con gli allievi più avanzati (i "Fratelli Maggiori") e questi, a loro volta, insegnavano agli altri allievi. Questo chiarisce il fatto per cui Bruce imparò la maggior parte del Wing Chu per mano di altri allievi come William Cheung o Wong Shun Leung. Quindi, il contatto tra Bruce Lee e Yip Man è stato effimero e molto sporadico.
Tuttavia, la vita di Yip Man possiede gli ingredienti necessari per essere una leggenda grazie ai propri meriti, ma prima di addentrarci nella narrazione delle sue tormentate vicissitudini, è meglio conoscere le premesse della sua arte e dei suoi maestri.
Racconta la leggenda che il Wing Chu fu creato durante il XIV secolo da una monaca buddista chiamata Ng Mui, che aveva ideato un sistema di combattimento così singolare, dopo aver osservato come lottavano tra loro una gru e una volpe. L'arte fu trasmessa in segreto nel corso dei secoli, come richiedeva la tradizione. All'inizio del XIX secolo, il 5° Custode dello Stile era Leung Jee, un erborista molto appassionato di Arti Marziali. Quest'uomo viveva a Fatshan, una città della provincia di Kawantung, nel sud della Cina. In tutta la provincia, questo affabile erborista era conosciuto per la sua insolita efficacia nel combattimento. Coloro che osarono sfidarlo (che non furono pochi), ne uscirono sempre sconfitti, a causa del suo indiavolato modo di muoversi e della sua tecnica preferita, il Palmo di Ferro. In realtà, Leung Lee era molto tranquillo ma, man mano che aumentava la sua reputazione, si moltiplicavano i lottatori che lo sfidavano per svelare i suoi segreti.
Chan Wah Sun, un altro importante maestro e lottatore dell'epoca, desiderava ardentemente imparare sotto la guida di Leung Lee ma questi, fedele all'ermetismo caratteristico delle Arti Marziali di allora, si rifiutò di condividere le sue conoscenze con Wah. Leung riservava i suoi insegnamenti più preziosi a suo figlio Leung Bik, che era destinato a diventare il 6° Custode dello Stile. Dal momento che era arrivato a un'età avanzata, decise di insegnare la sua arte a Bik a porte chiuse. Tutte le notti, i due si incontravano nell'erboristeria per allenarsi. Chan Wah Sun, decise di trasferire il suo ufficio di cambiovaluta (così si guadagnava da vivere) in un locale adiacente all'erboristeria di Leung, per poter così spiare il Maestro e apprendere i suoi segreti. In questo modo, notte dopo notte Wah, nascosto nell'oscurità, assimilò tutti gli insegnamenti di Leung. Questi, anche se anziano, non aveva perso per niente la sua lucidità e non tardò ad accorgersi della presenza dell'inopportuno spettatore; ma finse di non averlo scoperto e cominciò ad insegnare tutti i concetti e gli spostamenti in maniera errata per confondere Wah. Poi, di giorno e mentre Wah lavorava, si dedicava a rettificare i suoi insegnamenti perché suo figlio apprendesse il vero Wing Chu. Wah studiò quindi una versione errata, totalmente adulterata, quasi senza spostamenti e piena di concetti erronei.
Ciononostante Chan Wah Sun, che era una persona molto sveglia e particolarmente dotata per la lotta, fece grandi progressi modificando quello che aveva imparato e adattandolo alla realtà del combattimento. Il risultato è che non imparò l'autentico Wing Chu, ma modificò le cose senza senso che gli "insegnava" Leung Jee fino al punto di renderle veramente efficaci in combattimento. Ne è la prova il fatto che, dopo la morte di Leung Jee, Wah sfidò Leung Bik a giocarsi la successione del Custode dello Stile in un duello e vinse il combattimento. Wah era convinto di aver vinto grazie alle tecniche di Wing Chu apprese in segreto, quando in realtà vinse nonostante quelle. Senza dubbio, Leung Bik era ancora molto inesperto per affrontare con successo un lottatore forgiato in mille battaglie come Chan Wah Sun. Bik, con l'onore macchiato e l'anima mortificata, sparì dalla regione e Wah divenne il nuovo capo dello stile Wing Chu, arte che in realtà non conosceva! Inoltre, continuò a fare ricerche per conto proprio su altre Arti Marziali.
La vittoria di Wah e il suo nuovo ruolo di Custode dello Stile gli conferirono una reputazione tale che, infine, ebbe modo di aprire una scuola di Arti Marziali e di abbandonare l'ufficio di cambiavalute, che tanto odiava. Abbandonò il soprannome di "il cambiavalute Wah" e iniziò ad essere conosciuto come "l'uomo di legno", in seguito ad un'esibizione nella quale distrusse con i suoi pugni un pupazzo in legno massello da allenamento. Tuttavia, "l'affare" delle Arti Marziali non era abbastanza redditizio all'epoca, poiché si insegnava a gruppi di allievi molto ridotti. Per questo motivo, Chan Wah Sun si cercò la protezione di un "mecenate" che gli cedette gratuitamente una parte della sua casa perché aprisse una scuola. E' stata proprio la famiglia Yip, una delle più ricche della città di Fatshan, ad accoglierlo nella sua dimora. Il patriarca degli Yip, Yip Oi Do, decise di ospitare un artista marziale così famoso per assicurarsi la protezione della sua casa e delle sue proprietà.
La famiglia Yip aveva tra i suoi figli, un giovane di salute cagionevole e malaticcio chiamato Yip Man, che nacque il 14 ottobre 1893. Fin dalla più tenera infanzia, seguì l'educazione tradizionale riservata a ogni figlio dell'alta borghesia cinese: studio della filosofia, della letteratura e della poesia classica cinese e occidentale, così come alcune nobili arti come la calligrafia e la pittura. Il destino di Yip Man sembrava già segnato: studiare economia e commercio e condurre parte degli affari della famiglia. Tuttavia, non tennero conto che il loro fragile figliolo godeva di una volontà propria e anche molto forte. Fin da bambino, scappava quando poteva dalla vigilanza dei suoi tutori per andare a vedere come si allenavano i discepoli del "protetto" di suo padre, quello era qualcosa che sembrava affascinarlo. A nove anni, si decise infine ad andare a parlare con il vecchio maestro Wah (che aveva già 60 anni) e gli chiese di partecipare alle sue lezioni. Wah non prese la proposta troppo sul serio: si trattava solo di un bambino e, per di più, di origine benestante, quindi (pensava il maestro) sarebbe stato capriccioso e incostante. La situazione non era per niente semplice. Da un lato, Wah non avrebbe avuto nessun problema ad accettarlo, se non fosse stato per il fatto che aveva già seri problemi di spazio con i 16 allievi già iscritti. Dall'altro lato, non poteva rifiutare Yip Man a cuor leggero, poiché si trattava di uno dei figli del suo "protettore", della persona che lo stava ospitando. Per uscire da questo vicolo cieco, Wah decise di accettare Yip Man a una condizione, in cambio di trecento monete d'argento. Questa era una somma molto elevata, per cui il maestro immaginò che Yip Man, a soli 9 anni, non sarebbe stato in grado di metterla insieme se non nel giro di qualche anno. Wah credeva di aver risolto il problema quando, il giorno successivo, Yip Man si presentò con la somma richiesta. Era da anni che risparmiava tutte le paghette che gli dava suo padre. Così, il vecchio maestro non ebbe altra scelta che accettarlo come allievo, senza accettare la somma naturalmente.
Per quanto riguarda il padre di Yip Man, questi non vedeva di buon occhio il fatto che suo figlio fosse iniziato al Wing Chu. Il futuro che gli aveva riservato era molto diverso e, inoltre, le Arti Marziali non erano molto ben viste tra le classi borghesi cinesi dalla rivolta dei boxer. Ma Yip Oi Do commise lo stesso errore di Chan Wah Sun, pensava che si trattasse solo di un improvviso capriccio di suo figlio che, soffrendo sulla sua carne i duri allenamenti, avrebbe abbandonato le proprie pretese marziali. Dall'altro lato, considerò anche il formidabile beneficio fisico che le Arti Marziali avrebbero potuto apportare al suo gracile bambino. In questo modo e davanti allo scetticismo di tutti quelli che lo circondavano, Yip Man fu introdotto a soli nove anni nel mondo del Wing Chu. Se qualcosa caratterizzava il giovane Man, era la sua straordinaria volontà e tenacia.


IP MAN Wing Chun 2

Wah, che all'inizio non lo prese per niente sul serio, gli impose una disciplina di allenamento estremamente rigorosa per scoraggiare quel giovincello borghese. Ma, quanto più difficile era la situazione presentata a Yip Man, tanto più egli si dedicava all'allenamento. Dopo alcuni durissimi mesi di prova, il maestro, stupito dall'eccezionale determinazione del suo pupillo più giovane, decise di accettarlo come mascotte della sua famiglia di Wing Chu. Con gli anni, Yip Man si guadagnò a tal punto il rispetto del suo maestro e dei "Fratelli Maggiori", che Wah arrivò a valutare seriamente la possibilità di formarlo affinché diventasse il suo futuro successore.
Nel 1911 Chan Wah Sun, maestro di Yip Man, morì improvvisamente. Yip Man aveva soltanto 13 anni, con 4 di pratica del Wing Chu. Continuò ad allenarsi ancora per 3 anni, sotto la tutela degli allievi avanzati della scuola o "Fratelli Maggiori".
Quando compì 16 anni, suo padre lo mandò al St. Stephen College, un istituto cattolico di Hong Kong, per imparare l'inglese e aggiungere alla sua educazione le conoscenze occidentali. Lì, la dura vita del collegio e la competitività dei suoi compagni forgiarono in Yip Man un carattere di ferro e gli permisero di mettere per la prima volta alla prova le sue abilità marziali nelle numerose risse tra allievi. La sua efficacia in combattimento arrivò a un livello tale che presto restò senza avversari all'interno della scuola e del vicinato.
Ciononostante, l'impulsivo Yip Man era alla continua ricerca di scontri per migliorare la sua efficacia marziale. Uno dei suoi amici gli parlò di un eccentrico praticante di Gung Fu che lavorava in un setificio del porto e che aveva la reputazione di essere invincibile in combattimento. Un pomeriggio, Yip Man si diresse al porto alla ricerca del peschereccio nel quale gli avevano detto che viveva e dormiva il famoso lottatore. Quando, alla fine, lo trovò, lo sfidò a voce alta dal molo. Non ottenne risposta per cui, offeso, lanciò una pietra contro la barca. Allora, una voce profonda gli chiese tranquillamente che cosa avesse perso lì fuori. Yip Man rispose con tono secco e di sfida: "Dicono che sei invincibile in combattimento. Mi piacerebbe battermi con te". Un uomo, sulla cinquantina, sbirciò dal parapetto della nave, guardò Yip Man dall'alto in basso e disse: "Sei molto giovane e magrolino. Non ho voglia di perdere tempo, ma ti darò una possibilità: esegui un Tao (forma o kata di Gung Fu) e vedremo se ne vale la pena". Yip Man non si lasciò spaventare e per il superbo sdegno del lottatore eseguì con agilità e vigore la Sil Lum Tao, forma di Wing Chu. "D'accordo - disse l'uomo con un sorriso - ti darò un'opportunità, ma il combattimento si terrà nella mia barca...". Yip Man salì sull'imbarcazione ed entrambi si misero in guardia. All'improvviso, Man si avventò come un turbine sul suo avversario sferrando una brillante serie di pugni. Tuttavia, l'uomo bloccò tutti i suoi colpi con una naturalezza sorprendente e mandò il giovincello in acqua. Man nuotò fino alla barca, si arrampicò sul fianco e tornò ad attaccare il suo avversario con una furia raddoppiata. Questi, ancora una volta annullò tutti i suoi attacchi con diabolica facilità e Man finì di nuovo nelle fredde acque del porto.
Alla fine, Yip Man capì che si trovava di fronte a un eccezionale maestro di Gung Fu per cui, inzuppato fino alle ossa, gli chiese umilmente di essere accettato come suo allievo. L'uomo, senza dire una parola, gli girò le spalle e cominciò a prepararsi la cena. Da allora, Yip Man cominciò ad andare tutte le sere alla barca del maestro con offerte e regali, era solito anche lavargli i vestiti e cucinargli la cena. Nonostante tutto questo, l'uomo non gli rivolgeva nemmeno la parola. Ma, nel giro di più di due mesi e di fronte alla rispettosa insistenza del giovane Man, alla fine il maestro schiuse le labbra per chiedergli: "Chi ti ha insegnato le Arti Marziali?"- "Il maestro Chan Wah Sun, dello stile Wing Chu". Di fronte alla risposta, i tratti gentili del maestro tradirono un'intensa emozione che Yip Man non riuscì ad interpretare. L'enigmatico lottatore rimase molto tempo a contemplare l'orizzonte e, quando si girò, guardò Man dritto negli occhi e disse: "D'accordo, ti insegnerò la mia arte. Ti insegnerò la vera arte del Wing Chu". Yip Man rimase di sasso: che cosa significava tutto ciò? Credeva che esistesse solo uno stile di Wing Chu, quello che aveva appreso direttamente per mano del Custode della Scuola. Di fronte all'espressione di sorpresa del giovane, il maestro proseguì: "Il mio nome è Leung Bik e sono il figlio di colui che ha insegnato al tuo maestro. Sono anche il 6° Guardiano dello Stile e l'unico praticante in vita del vero Wing Chu". Bik spiegò a Yip Man perché e come suo padre ingannò Wah, e il motivo, dunque, per cui egli non imparò mai il Wing Chu originale.
Fino ad ora, Yip Man non aveva praticato che una particolare amalgama di Wing Chu completamente adulterata e mescolata con una moltitudine di altre Arti Marziali che Chan Wah Sun aveva ricercato nel corso della sua inquieta esistenza. Anche se quell'ibrido era, senza dubbio, efficace in combattimento, non si trattava del Wing Chu originale; quest'ultimo era sopravvissuto solo nella persona di Leung Bik, che non lo aveva mai insegnato a nessuno né, in un primo momento, intendeva farlo. In questo senso, si può affermare che il vero Wing Chu sarebbe andato perduto per sempre dopo la morte di Leung Bik, ma la fortuna volle che, casualmente, un testardo giovane chiamato Yip Man incrociasse il cammino di Bik e diventasse il custode di questa straordinaria Arte Marziale.
Così, Yip Man divenne il discepolo di Bik e apprese l'autentico Wing Chu integralmente, ovvero comprese le tecniche segrete. Leung Bik morì nel giro di pochi anni, anche se furono sufficienti perché Yip Man, con determinazione e dedizione, apprendesse tutto quello che il suo Sifu sapeva. Yip Man ritornò a Fatshan, la sua città natale, dove, come successore ufficiale del Wing Chu originale, cominciò a dare lezioni a 4 o 5 allievi negli anni '40. Tuttavia, non smise di studiare le Arti Marziali, ma continuò a scambiare tecniche e conoscenze con i suoi vecchi compagni di pratica, gli allievi di Chan Wah Sun.
Era ancora un uomo giovane, per cui non gli piaceva la rigida gerarchia che caratterizzava le scuole di Gung Fu dell'epoca. Fin dall'inizio stabilì come regola autentici rapporti di amicizia con i suoi allievi. Non voleva che questi lo chiamassero "Patriarca", preferiva il soprannome di "Man-Sok", ovvero "Zio Man". Tuttavia in seguito, nel corso degli anni, Yip Man divenne molto più rigido e tradizionalista, realizzando poco a poco nella sua scuola il tipico schema gerarchico Patriarca-Fratelli Maggiori-Principianti. Ma, negli anni '40, stabilì un'altra regola che, a differenza della prima, non avrebbe mai infranto fino alla fine dei suoi giorni: non venne mai pagato per le sue lezioni, insegnava per puro piacere e non voleva che le faccende inerenti al denaro turbassero la sua scuola.
A quei tempi iniziò a lavorare, per puro piacere, come capo della stazione di polizia di Fatshan. Presto la sua fama iniziò a precederlo, tutti conoscevano la sua strana abilità di ridurre e arrestare i "fuorilegge". Le sue gesta diventarono famose nella regione. Tra queste, si distingue in particolare l'aver fermato, da solo, una banda di otto pericolosi delinquenti. Affrontò anche molti esperti di Gung Fu, molti di questi erano dei "teppistelli".


IP MAN Wing Chun 3

Quando, nel 1949 trionfò la Rivoluzione Popolare Cinese, Yip Man fuggì a Macao, ma non mise radici in quella città. Dopo un breve periodo di tempo, si trasferì a Hong Kong, dove si stabilì per il resto della sua vita. Una volta raggiunta la colonia britannica, Lee Man, che era segretario del sindacato dei lavoratori di ristoranti, gli permise di utilizzare gli impianti per realizzare i suoi insegnamenti. In questo locale, Yip Man iniziò ad allenare il suo primo gruppo di allievi. I suoi insegnamenti iniziarono nel luglio del 1950. Rapidamente, divenne il massimo esponente di Wing Chu di Hong Kong, guadagnandosi una reputazione di maestro straordinario, anche se un po' eccentrico. Infatti, non faceva nessuna pubblicità della sua scuola (nonostante questo, però, era molto conosciuta), non accettava denaro per le sue lezioni e non accettava mai allievi alla leggera (si racconta che, quando qualcuno voleva entrare nella sua scuola, Yip Man era solito studiarlo per mesi prima di accettarlo definitivamente). Se, per qualche ragione, rifiutava un pretendente o espelleva un allievo, niente poteva fargli cambiare idea.
È stato negli anni cinquanta che cominciò a distinguersi nella scuola di Yip Man tutta una serie di straordinari artisti marziali. Nomi come Tsui Sheung Tin, Ho Kam Ming o Wong Shun Leung sono già scritti a caratteri dorati nella storia del Wing Chu e delle Arti Marziali. Tutti questi si sono formati sotto la guida del "Sifu sorridente". Il più conosciuto di questi, Wong Shun Leung, arrivò alla scuola di Man per la prima volta un pomeriggio del 1954, chiedendo che gli dimostrassero l'efficacia del Wing Chu contro il Pugilato, disciplina nella quale egli era, all'epoca, un esperto. La prova gli sembrò così convincente che, da quel giorno, si integrò totalmente nella "famiglia" di Yip Man. Poco dopo, divenne uno degli allievi più importanti della scuola, conosciuto dai praticanti di altri stili di Gung Fu come "il rozzo", poiché ogni scusa per lui era buona per sfidare quasi tutti gli artisti marziali importanti di Hong Kong. Infatti, la fama che presto si guadagnarono i praticanti dello stile Wing Chu in generale, fu quella di essere autentici "rude boys" (grezzi, attaccabrighe, cerca-guai) che non smettevano di sfidare e di lottare per provare e affinare le proprie abilità e far pubblicità allo stile della scuola.
Nel 1955 la scuola contava già 30 allievi, anche se la maggior parte abbandonò le lezioni quando Yip Man trasferì il Kwoon (dojo) nella strada Lee Tat, a Kowloon. La nuova sistemazione era nel bel mezzo dei bassifondi di Hong Kong, motivo per cui Yip Man dovette negare l'accesso a molti aspiranti un tantino inquietanti e sospetti; ma accolse anche perle del rango di William Cheung o di Bruce Lee. Questi erano due autentici teppistelli da bassifondi che, tuttavia, dimostrarono molta più passione ed entusiasmo di molti veterani. Bruce, che a quei tempi era un galletto irriverente e indomabile, dimostrava, tuttavia, un grande rispetto verso Yip Man, come ricorda Jesse Glover, primo allievo di Bruce Lee: "Bruce parlava sempre con molto rispetto di Yip Man e credo che fosse molto orgoglioso di essere uno dei suoi allievi. Ricordo che era solito raccontare che Yip Man, nonostante non pesasse nemmeno 50 chili, riusciva a colpire con una potenza molto superiore a uno qualsiasi dei suoi allievi, superiore perfino a quella di William Cheung, che era alto 1 metro e 75 cm e pesava più di 80 chili. Raccontava anche che Yip Man, all'età di 65 anni, conservava ancora talmente tanta abilità
che nessuno riusciva a toccarlo in combattimento".
Poco dopo aver iniziato le lezioni, Bruce sentì una storia secondo la quale Yip Man aveva da poco ucciso un altro maestro di Gung Fu con un colpo solo, perché questi rifiutò di uscire dalla scuola dopo aver insultato il Wing Chu e il Sifu. Bruce Lee credeva nell'autenticità della storia, poiché conosceva la straordinaria efficacia del suo maestro. Il Piccolo Drago era una figura promettente all'interno della scuola, ma la abbandonò prematuramente per emigrare negli Stati Uniti. Durante i primi anni della sua "avventura americana", Bruce continuò a scrivere periodicamente a Yip Man, facendo commenti sui suoi progressi e spiegandogli che stava dando lezioni di Wing Chu a diversi allievi americani. Infatti, gli chiese, di accettare all'interno della famiglia del Wing Chu il suo allievo più avanzato, l'afroamericano Jesse Glover. Sembra che Yip Man si sia arrabbiato moltissimo, poiché allora pensava che il Wing Chu dovesse essere insegnato soltanto a gente di razza cinese: era come avere un vantaggio sugli occidentali. Ma nel 1965 cambiò radicalmente opinione, ammettendo pubblicamente che il Wing Chu doveva essere insegnato senza distinzioni di razza né di nazionalità.
Nel 1968 Yip Man, all'età di 70 anni, fu operato di un cancro allo stomaco e, subito dopo, annunciò il suo abbandono dell'insegnamento. Questa decisione fu un duro colpo per la comunità del Wing Chu, poiché Yip Man si ritirava senza avere insegnato tutti i segreti della sua arte. Per questo motivo uno dei suoi allievi, che si chiamava Kwok Keung, andò a trovarlo quando ancora era convalescente dall'operazione, per convincerlo ad insegnare "a porte chiuse" a un suo allievo molto promettente, che si chiamava Leung Ting. Inaspettatamente, Man accettò e, dopo aver saltato tutte le regole della gerarchia (molti Fratelli Maggiori o i suoi stessi figli avrebbero dovuto avere la precedenza nella successione), insegnò al giovanissimo Leung Ting il Wing Chu nella sua interezza, che solo lui conosceva. Yip Man morì il primo dicembre del 1972, all'età di 79 anni. Leung Ting divenne il massimo esponente del Wing Chu e il successore del "Sifu Sorridente". Oggi, il Wing Chu è una delle Arti Marziali più praticate in tutto il mondo e Yip Man è diventato, di diritto, uno dei maestri più emblematici delle Arti Marziali, tanto che la sua vita è stata portata addirittura al cinema.

Text: Pedro Conde & Mamen Cañadas Rufo.
Photos: © Budoarchives © Keith Kernspecht